Alcune verità sulle C.A.S.E. a L’Aquila

febbraio 13, 2010 on 9:21 pm | In Catastrofe, Informazione, L'Aquila Bella Me, Politica | Nessun Commento
C.A.S.E. a L'Aquila

questo è il miracolo italiano

Questo è il miracolo italiano:
case strapagate 2700 euro al metro quadro. Tutte o quasi incomplete, in particolare le vie di accesso.
Con lo scarico fogne privo di ogni depurazione a 20 metri dalle stesse…..che butta la nostra merda nel fiume Aterno (e affluenti) che attraversando tutto l’abruzzo arriva all’Adriatico.

C.A.S.E. completamente estranee all’architettura della città. Costruite dal nulla sul nulla, calate dal cielo stravolgendo la circolazione e l’urbanistica della città, per non parlare dei paesini caratteristici limitrofi, ora attorniati da queste carceri invece dal fantastico panorama appenninico.

Questo è il miracolo italiano. Che aveva promesso case per tutti al 30 settembre e ora, 13 Febbraio conta ancora 40000 sfollati (su circa 70000 residenti al 5 aprile 2009) che si arrangiano alla meno peggio.

Questo è il miracolo italiano: un po diverso da come il TG1 e TG5 ce l’hanno dipinto, con la potenza della loro diffusione.
Condividete….noi ci difendiamo come possiamo.

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Patrizio

Morire dal ridere.

febbraio 12, 2010 on 12:15 am | In Catastrofe, Informazione, L'Aquila Bella Me, Politica | 1 Commento

Il 6 Aprile 2009 tutti gli aquilani si sono divertiti da matti. in 308 (e più…) sono morti dalle risate.

D’altro canto, già il 6 aprile, in una conversazione tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi si capisce che c’è attesa per le mosse di Balducci sugli appalti: “Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”. “Lo so”, e ride. “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.

Signori mi viene da piangere e da uccidere.

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Patrizio

Italianità: un’optional elettorale

febbraio 5, 2010 on 1:35 pm | In Informazione, Italia, Politica | Nessun Commento

Ricordate tutta la manfrina con cui l’Alitalia è stata ceduta alla famosa giovane cordata di imprenditori italiani?

“Mantenere l’identità nazionale”
“L’italianità del marchio”

Un’operazione che ha fatto sì che pochi furbetti prendessero il meglio e tutti noi i debiti.

Ora con Telecom, una delle aziende più grandi e che investono di più in Italia, anche in ricerca, della quale tutti i politici si riempiono la bocca, questa italianità non è contemplata.

Sarà che il bestione Telecom è indebitato più di un paese intero con miliardi di debiti.
Ma tutto sommato cederlo agli spagnoli si può fare no?

Cioè, cedere al controllo estero, la dorsale telecomunicativa.
Tutte le comunicazioni italiane.
Tutti dicono che le nuove guerre sono quotidiane e telematiche (leggi spionaggi cinesi) e noi che facciamo? diamo all’estero la nostra rete, costruita con i nostri soldi, delle nostre famiglie, dei nostri nonni e così via….
Con un digital divide che non ha pari nell’europa occidentale, invece di investire e potenziare, noi vendiamo.

gli 800 milioni di euro per le telecomunicazioni, tanti sbandierati sotto natale, sono spariti.
Non se ne parla più, non ci sono più.
Tremonti è abbracciato al suo forziere e non fa uscire un euro, non fa sbirciare all’interno.

Affare Telecom, l’ennesima vergogna catastrofica italiana.
Mi sta bene se ci fosse coerenza. Non che si parli di libero mercato solo quando fa comodo.

Ma sembra che questa vicenda non interessi troppo….tutti concentrati su come salvare un impedito.
Vale il silenzio assenso.

Questo paese si fa notare solo per le sue vergogne.

Graffiti ad personam (da Spinoza)

Graffiti ad personam (da Spinoza)

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Patrizio

De processum brevum natura

gennaio 29, 2010 on 5:40 pm | In Italia, Politica | Nessun Commento

Stopparne tutti per stopparne uno (o…due…tre… ma sempre dello stesso imputato).
Questi sono i problemi che vanno urgentemente affrontati.
La disoccupazione e la crisi, l’anno prossimo.

Ad maiora!

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Patrizio

Auguri a tutti tranne a…..

dicembre 23, 2009 on 9:16 pm | In Catastrofe, Informazione, L'Aquila Bella Me, Politica | 1 Commento

Io odio le feste! Ma auguri a tutti voi!

Qui a L’Aquila non credo ci siamo molto da festeggiare visto che, in questo momento in cui scrivo, avranno firmato l’ordinanza che finirà per affossare questa città distrutta.
E il contenuto della stessa sarà pubblicata solo lunedì 29, così abbiamo il tempo di spendere i quattro spiccioli di tredicesima e strafogarci di cibo come tradizione insegna.
E passare un sereno Natale, perchè ora in Italia l’importante è stare zitti e composti annuenti con la testa.

Tu ridi, tu giochi a tombola, il governo lavora per te. Sarebbe meglio andasse in vacanza!

Felicissimo di essere smentito. Chi mi segue su facebook sa benissimo che all’uscita dell’ordinanza sul prolungamento della sospensione tasse sono stato il primo a ringraziare.
Ovviamente la notizia era infondata! E certo!

Per il TG5 la qualità della vita ad AQ è aumentata. Sono cose che se dette da un bambino fanno ridere, da un adulto ispirano la violenza che tanto ripudiano (mentre però fanno il saluto romano).

L’Italia deve sapere che la politica attuata ad AQ da questo governo è quella di promettere niente, aspettare che gente protesti, per aumentare un po l’offerta, altre proteste, poco migliore l’offerta. Finchè la proposta sarà uno schifo assoluto, ma tramite una manipolazione di cifre e parole sembrerà il regalone di Natale.

Insomma sta giocando e bluffando sulla pelle dei terremotati. Con annunci scenici da G8 o a reti unificate.

Ricordiamo che a L’Aquila e indotto sono andati persi tipo 8000 posti di lavoro, ma sembra che nessuno se ne sia accorto. a parte gli 8000 e relative famiglie.
La gente sta già emigrando, ormai sento ogni giorno un amico o amico di amici che è partito per il nord o l’estero.

Venite a farvi un giro in questa città fantasma. chiediamo solo un trattamento come Umbria e Marche, non un beneficio in più.
Invece non abbiamo proprio nulla.

uh…a proposito, auguroni!

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Patrizio

Le lettere dal Comune dell’Aquila: tanto so soldi nostri

novembre 4, 2009 on 10:28 pm | In Catastrofe, L'Aquila Bella Me, Politica | 3 Commenti

Oggi ho avuto la lettera di conferma della rinuncia al progetto C.A.S.E.

Non sto certo a giudicare l’utilità della stessa, solita burocrazia italica che mi starebbe benissimo in questa circostanza.
Non è accettabile che venga mandata una lettera in una busta, non nel classicissimo formato standard DL (11 x 22 cm) per un A4 piegato in tre parti, ma C5 (16,2 x 22,9 cm) con un foglio A4 piegato in due (cfr. voce Busta).

Cos’è, pigrizia del ripiegarle?
Oltre ad essere più costose le buste stesse, le Poste Italiane timbrano ben 1,40 euro invece dei 60 cents della posta prioritaria.

Tutto questo per scrivere ben due righe, di certo non un papiro. Tra l’altro col timbro e neanche la firma del sindaco.

Moltiplicate per tutti…ci rifacciamo un asilo a momenti.

Tanto so soldi nostri, quindi di nessuno …che ci frega.

Lettera di rinuncia

Lettera di rinuncia

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Patrizio

L’Agibilità è un’opinione non un tecnicismo

settembre 13, 2009 on 12:46 pm | In Catastrofe, Informazione, L'Aquila Bella Me, Politica | 6 Commenti

TUTTA ITALIA DEVE SAPERE COSA STA SUCCEDENDO a L’Aquila

Nei giorni di settembre stiamo assistendo al palesarsi di cose che i comitati (a partire da 3e32, ma anche gli altri) e i cittadini *leggermente* svegli e non abbindolati dal PartitoAzienda, MediasetPremium e le sue inutili menzogne, cose che, dicevo, erano state dette e ridette.

1) le scuole così com’è la situazione non possono riaprire il 21 Settembre. La promessa demagogica di Bertolaso “il 21 suoneranno TUTTE le campanelle di L’Aquila e chiederemo a tutte le scuole di Abruzzo di aspettarle” ovviamente non sarà rispettata.
Bimbi in container o doppi turni non sono una SOLUZIONE umana.

2) le C.A.S.E non bastano. Inutile fare tutte case per 4 persone, e poi chiedere, a posteriori, alle ditte di dividerle in due per fare due minilocali per coppie! Venire a dire “non ci aspettavamo un numero così grande di sfollati” qua si è passata un’estate intera a fare censimenti e questionari sa di presa in giro.
Che non si sappia contare? “Lo sanno tutti che lo 0 non è un numero” diceva l’ingegner Cane!

3) anche dividendole non basterebbero lo stesso!!!!!!!!!

4) inadeguata preparazione di piani alternativi. Solo ora si approntano le casette di legno, temporanee, che se approntate a maggio avrebbero evitato a migliaia di persone di stare a 40°C intenda e risparmiato viaggi agli sfollati sulla costa.
Intanto il conto spese ha girato tutta l’estate con campi tenda dal costo quasi superiore agli alberghi.

Ma, ovviamente, noi abbiamo la Protezione Civile migliore del mondo.

Detto questo TUTTA ITALIA DEVE SAPERE COSA STA SUCCEDENDO.

Per accelerare un rientro, ostacolato in ogni modo durante l’estate, tramite procedure burocratiche assurde, mancanza di moduli, di prezziari etc è stata emanata una circolare che permette
a) agibilità parziale per gli edifici non agibili. Ovvero qualche appartamento sì, qualcuno no…anche se l’ingresso principale è disastrato, anche se il primo piano è esploso…fa nulla gli altri sono ok. Riattaccare il gas a edifici non in perfette condizioni, rischiando l’incolumità di persone scampate alla tragedia del 6 Aprile.
anche senza aver fatto lavori.
Cioè, per 5 mesi e passa la gente non poteva rientrare, ora all’improvviso, è sufficiente scopare per terra, rimuovere un po di polvere e tutto è ok.

b) si può stare nelle case durante i lavori, così respirando un po di vernice e polvere, con qualche impalcatura pericolante. il numero degli sfollati potrà scendere grazie alla selezione naturale.

Ovvero, mentre questa estate si procedeva in ogni modo, militarizzando una città intera, a tenere gli aquilani lontani dalle proprie abitazioni spesso visitate da ladri e sciacalli però, ora si chiede di rientrare.
Per parare il parabile di una vergognosa EMERGENZA che, durando 6 mesi, è diventata normalità e non EMERGENZA, per l’appunto.

Mai vista un’emergenza così lunga. Dopo 6 mesi, stiamo ancora alla situazione del 6 aprile con l’inverno già alle porte qui.

Ormai l’agibilità è solo un’opinione e non un dato tecnico. Assumendo un significato beffardo e irriverente:

Case A: ma che stete a fà? rentrete subbito!
Case B: tenete qualche crepa, ma rentrete lo stesso, che ve frega
Case C: a na’ parte deju condominio non se po’ passà, quindi non ji in cantina a pija la genziana, tiettela a casta, lontano dalle crepe!
Case D: boh…le tenemo revedè. Ma mentre aspitti che repassemo, statte a casta
Case E: ngulo sta crepata casta! Però, sa che te voglio ice? Si tu intri piano piano, zumpi pe le scali e sta attento…ma che te frega ce po sta lo stesso. Na cosa: non ji pe ju balcò che se ne casca!
Case F: ma che cazzo tenne frega se la casa deju cornuto deju vicino te se ne sta a cascà sopra? la machina mittila lontano e sta apposto.

Lasciando ai cittadini aquilani di decidere la nuova classificazione, mentre si abbuffano di arrosticini per le strade dove l’illegalità, l’abusivismo e lo scempio paesaggistico è sovrano.

Leggere la nota del Presidente dell’Ordine degli Architetti.

TUTTO QUESTO È UNA VERGOGNA IGNORATA DAI MEDIA INTENTI A DIFFONDERE NOTIZIE DI ESCORT E ACCOMPAGNATRICI.
Solita Italietta.

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Patrizio

Sciopero

luglio 14, 2009 on 8:35 am | In Informazione, Italia, Politica | Nessun Commento

Sciopero dei blogger contro il bavaglio di Alfano

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Patrizio

G8 a L’Aquila: decisioni sul clima ed economia

luglio 9, 2009 on 9:09 am | In L'Aquila Bella Me, Politica | Nessun Commento

Credo che, dopo tutto, sia una giornata storica per L’Aquila (bella me).
Obama e tutti gli altri capi di stato qui, ma chi l’avrebbe lontanamente sperato. Un onore.

Ricordo che a Monaco dicevo di venire dal centro Italia, non troppo lontano da Roma.
E tutti capivano.
Ora potrei dire vengo dall’Aquila!!! E tanti mi capirebbero (ma non saprebbero collocarla geograficamente!).

Ad ogni modo ieri si sono aperti i lavori del G8.
Mi chiedo perchè si continui a discutere di “sviluppo sostenibile”, “economia con principi etici”
quando c’è il Protocollo di Kyoto che non viene rispettato dagli stessi Stati Uniti, o quando le regole interbancarie e azionarie sono vaghe e non comunitarie, il che ha portato allo sfacelo di questi ultimi anni.

Ma di che stiamo (stanno) parlando? Della solita aria fritta?
Se la scusa è che Cina e India sono contrarie a vincoli ambientali, ok facile, embarghiamole entrambe, non compriamo nè produciamo lì, così potranno inquinare quanto vogliono, ma prodotti ad uso e consumo interno.

Non conviene a nessuno eh?
Questa è l’economia etica. tanti “bla bla bla bla”.

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Patrizio

Sciopero dei bloggers e la mia critica a Filippo Facci

luglio 8, 2009 on 10:43 am | In Informazione, Italia, Politica | Nessun Commento

Ho appena finito a leggere l’articolo di Filippo Facci sul Giornale.

Devo dire che sono rimasto abbastanza esterrefatto, l’ennesima volta, da affermazioni così qualunquiste e generiche da far rabbrividire.

La scuola del giornalismo non credo insegni a dire che se “un rumeno ruba tutti rubino”, o che se un blogger diffama tutti diffamano.

Questo è quello che afferma Facci.

Per lui la comunità di blogger è fatta da “ragazzini o ragazzini di testa”.

Un calderone spaventoso. Ha idea Facci di cosa sta parlando?

Dai ragazzini 15 enni brufolosi che raccontano della fidanzatina appena trovata, ai blog tecnici, ai blog che ormai tutte le grandi compagnie (Google, Microsoft per citare nomi che anche Facci avrà sentito dire) hanno, ai blog di protesta come Grillo, ai blog di informazione come quello di Travaglio, a quelli politici di Di Pietro, a quelli come questo che trattano tutto e di più.

Facci invece preferisce mettere tutti insieme. In modo che, quell’unico blog anonimo o veramente fuorilegge vada a infangare il lavoro di milioni di persone in Italia, Europa, nel mondo intero.

Per Facci l’informazione del 2009 è ancora la vecchia televisione di Lucignolo e TG4, il suo “il Giornale” e i dispacci del regime.

La legge Alfano sulle intercettazioni, già redarguita da Napolitano, inserisce norme che nulla hanno a che vedere con le intercettazioni telefoniche, ma vanno a limitare la libertà insita nel web mettendo il bavaglio all’unico strumento che perfino i cinesi non riescono a censurare.

Cercando di applicare regole che necessariamente non si posso applicare in quanto il media è totalmente diverso. E’ un media in cui tutti hanno, dal punto di vista tecnico, modo di scrivere, a differenza di carta stampata e tv.

Facci non dice questo. Dice che una massa di ragazzini sciopereranno il 14 Luglio e a nessuno fregherà nulla.

Mancando di rispetto a tanti professionisti che sul blog ci lavorano seriamente.

Facci sa bene che esiste il reato di diffamazione e che chiunque è sempre responsabile delle sue affermazioni, a prescindere dove le scriva, se su un blog, su un giornale, o su un volantino in piazza.

E poi si perde in un discorso personale (che proprio non c’entra nulla) onde per cui su Wikipedia sarebbe screditato, ma lui, povero martire, non denuncia nessuno. Usando, cito le sue parole: “un certo vittimismo di categoria stile mi-straccio-le-vesti, roba insomma da giornalisti”.

Ecco lui è giornalista con la G maiuscola.

E si nasconde dietro la solita ombra “hacker”: non si può rintracciare il blogger.
Ma come, ti sei lamentato di blogger che usano server nel Wisconsin, vorrà dire che sono rintracciabili no?
Su Wikipedia si rintraccia, si modifica, si fa tutto.

E poi lo sciopero non è certo promosso dalla Rete Anonima, ma da firmatari con nome e cognome.
Tra i tanti anche giornalisti con la G maiuscola.

Sai che penso, Facci?
Che dipingere il Web come una massoneria di anarchici eversivi è solo un pretesto per mettere una fetta di prosciutto davanti gli occhi di tutti. Preoccupiamoci della rete che non vedi, ad esempio la P2, massonica davvero, che è ancora in giro e i cui componenti li abbiamo nel governo.

Anche questo Facci sa. Ma non lo dice.
Non sono state spiegate le vere ragioni dello sciopero, nè i veri partecipanti.

Peccato, è l’ennesima occasione persa, l’ennesimo articolo qualunquista.

Il 14 Giugno è stato proclamato sciopero. Che si approvi o no, si rispetti, siamo ancora in democrazia.
Ma forse è questo il problema.

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