La festa della [non] ricostruzione aquilana

marzo 24, 2013 on 5:14 pm | In Catastrofe, Divertenti, L'Aquila Bella Me | 1 Commento

Un’immagine vale più di mille parole.
Grazie Barca, Letta, Chiodi e Cialente.

Eau de bergamotto

Eau de bergamotto

Il profumo della ricostruzione

Il profumo della ricostruzione

Patrizio

And justice for…none

ottobre 22, 2012 on 10:09 pm | In Catastrofe, Informazione, Italia, L'Aquila Bella Me, Politica | Nessun Commento

Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Claudio Eva e Gianmichele Calvi, sono stati giudicati colpevoli di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose a seguito delle rassicurazioni alla popolazione aquilana nel 2009.

Condanna: 6 anni per tutti e interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Così commentano le voci più autorevoli (!) del panorama politico (?)-scientifico (…) italiano.

Casini: “E’ la morte dello stato di diritto“. il diritto di sparare cazzate.

Casini: “E’ la morte dello stato di diritto“. Ok, lo aggiungiamo agli altri 309?

Pezzopane: “i giudici sono stati coraggiosi“. come ognuno che in Italia provi a fare il proprio mestiere.

Tozzi: “e ora puniranno pure le galline?“. un conto è invidiare le loro capacità intellettuali, ma metterle in mezzo pure ora è troppo.

Boschi: “Sono disperato“. Beviti un bicchiere di Montepulciano.

Il fisico Maiani: “Profondo errore” riferendosi al proprio matrimonio.

Schifani: “E’ una sentenza strana, imbarazzante“. L’hai già detto per l’Ilva!

Bersani: “E’ importante anche dare solidarietà a queste terre ed è per questo che tornerò ancora a visitarle“. Ma che abbiamo fatto di male?

Cialente: “Ora giustizia anche per dopo“. E allora so cazzi tuoi.

Sacconi: “Ulteriore sentenza angosciante destinata a inibire assunzioni di responsabilità da parte di tecnici e scienziati“. responsabilità, tecnico e scienziato: tranquillo, nessuna di queste parole può tirarti in ballo.

Casini (ancora!): E’ una “follia allo stato puro, si sancisce l’obbligo a non sbagliare“, riferendosi ai suoi elettori.

****

E per finire, dato che le nostre autorità sono molto più umoristiche di me citiamo una bella intercettazione telefonica tra l’ex capo della protezione civile e Daniela Stati, assessore regionale con deleghe e incarichi di: Programmazione attività della Protezione civile; Emergenze, interventi e volontariato; Previsione e prevenzione rischi.

Bertolaso: “La cosa importante è che domani… Adesso De Bernardinis ti chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo… ma vengono Zamberletti (l’unico che poi non parteciperà, ndr), Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto in Italia. Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura… Decidete voi, a me non me ne frega niente… In modo che è più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti, diranno: è una situazione normale… sono fenomeni che si verificano… meglio che ci siano cento scosse di quattro scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male… Hai capito? (…) Tu parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, poi fatelo sapere (alla stampa, ndr) che ci sarà questa riunione. E che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e te… facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia“.

Stati: “Va benissimo…“.

Patrizio

L’ipocrisia in pelliccetta del 6 Aprile

aprile 5, 2011 on 5:31 pm | In Catastrofe, Italia, L'Aquila Bella Me, Politica | Nessun Commento

Immagino la mole di post che gireranno oggi, e domani, riguardo L’Aquila.
Li sto buttando tutti.

Facebook si riempirà di status pieni del solito pateticume di molti (non tutti).
I più gettonati saranno “2 anni fa la mia vita cambiò
2 anni fa, i 22 secondi più lunghi della mia vita
angeli guardateci da lassù” e così via.

Che dire, è tutto vero, tutto.
Ma è così insopportabile “il torneremo a volare”. Ma quando cazzo mai ha volato L’Aquila? Con questi dirigenti? E con questi aquilani pronti a rifarsi a truscia le mattonelle del bagno?

2 anni di prese per il culo. Soldi ci sono, poi no, poi sì, poi boh. Zona franca arriva domani, anzi no tra un mese, tra 6 mesi, tasse sì, no, 60 mesi, 120 mesi decurtazioni.
Numeri, parole, sigle e acronimi.
L’aquilano è stato letteralmente sommerso e rincoglionito tra ordinanze e decreti, comma e cavilli da rimanere inebetito e dire, chi prima e chi dopo, “ma fate come cazzo vi pare”.

Gli ingegneri sono i Don Abbondio dell’Aquila. Parlano per ordinanze sapendo che il 99% degli aquilani non le conosce. “ci spetta il contributo di 400 euro per opcm 3869 sulle superfici definite dall’opcm 3857 e i sottoscala dell’opcm 3863.” (ovvero: non bastano i soldi, cacciali tu).
E se beccano per sbaglio quel cretino che ha investito 2 settimane a studiarsi tutti i decreti ed ordinanza si barricano dietro “aspettiamo un altro po’ che ora ne esce un’altra”.
A furia di aspettare le case rimaste in piedi, cadono. chiedere a Paganica.

L’unico che non ci ha preso per il culo è stato il terremoto che dopo 4 mesi di annunci “mo arrivo”, “sto arrivando”, “eccome” ha bussato forte e noi eravamo in pigiama ad accoglierlo.
Qualcuno anche con un bicchiere di buon Montepulciano come qualche genio del cazzo aveva consigliato di fare. Ovviamente oggi ancora al suo posto.

Si è visto, sentito e letto di tutto in questi 2 anni. Per questo oggi non sopporto nessuna frase di proclamata retorica.
Le istituzioni nazionali si ricordano oggi che c’è stato un terremoto. mavà.

La differenza tra quest’anno e l’anno scorso è abissale.
L’anno scorso tutti con gli occhi chiusi dal dolore ma speranzosi.
Quest’anno non c’è più manco la speranza, ma più che altro consapevolezza del nulla.

Ditemi: ma qualcuno crede ancora che verrà mai ricostruita questa città?
E chi lo farà? Chiodi? O Cialente? O D’Ercole?

Sono rimasti tutti al loro posto, nonostante le carenze iniziate prima del sisma, trascinatesi durante e che già sappiamo si protrarranno viste le promesse (o meglio minacce proferite).

Un teatrino così grande che ha coinvolto anche i cosiddetti cittadini attivi, così attivi che alcuni di loro stanno facendo di tutto per salire, appunto sul palco (una volta si diceva il carro dei vincitori, ma qua ci sono solo vinti).

E’ così che quei pochi ragazzi che fanno un’azione che definirei “romantica” nei confronti di una città martoriata vengono denunciati e definiti sovversivi di sinistra. e sì, sono loro il problema a L’Aquila.

Simbolo di quanto è ridicola L’Aquila (o meglio chi la governa) oggi è via Strinella: fa quasi tenerezza raccontare dei poveri vigili appostati come cecchini per fregarti una multarella da 30 euro, quando nel resto della città vige l’anarchia pura (basta farsi in giro in auto o osare chiedere uno scontrino).

Così come fa ridere “l’operazione trasparenza” di Chiodi che pubblica in pompa magna 551,13 euro di rimborsi spese (e che cos’è? un pasto?) a Fontana quando in realtà in questa città sottobanco spariscono centinaia di milioni e altrettanti sono spartiti per i più vili/inutili scopi (qualcuno sa quanto si è speso per il G8? O per il piano C.A.S.E? NESSUNO).

Ecco questa è l’aquiletta di oggi: pagliuzze in vetrina, travi…immaginate dove.

Totali assistiti al 5 Aprile: circa 38mila persone.

Tutto il resto non conta.
Sarebbe bello avere un minimo di rispetto per i 309 morti, e non usarli come una scusa per una bella scampagnata tutti incravattati o con le fasce tricolore.

O stasera, tutti belli con la pelliccia nuova, come la domenica a messa.

Talmente disgustato e pessimista da dire che questo intervento non vale un cazzo.

Patrizio

Mi sento fortunato

settembre 22, 2010 on 9:10 am | In Catastrofe, Divertenti, L'Aquila Bella Me | Nessun Commento

Dopo la vergogna dell’ennesimo commissario dal passato sporco a L’Aquila arrivano gli esperti di Google per la ricostruzione.

La funzione più usata sarà “mi sento fortunato”.

Patrizio

Aggiornamento sul gioco delle tre carte aquilane

settembre 19, 2010 on 11:10 am | In Catastrofe, Informazione, L'Aquila Bella Me, Politica | Nessun Commento

A correzione di quanto ho scritto ieri , una volta aperto il canale, l’acqua scorre sempre più rapida.

Così dai circa 50 milioni già si parla di una cifra quasi raddoppiata di 90 milioni per spese varie e autonoma sistemazione, 70 milioni per gli alberghi (pensate quanto ci stanno costando) e 6 milioni per traslochi e danni ai beni mobili.

Il gioco delle tre carte aquilane.
I soldi passano dal “conto” SGE per l’emergenza a quello della ricostruzione e viceversa, si parla di cifre per mesi e mesi, ma i soldi sono sempre gli stessi, mentre si ha l’impressione che il flusso di denaro sia costante e imponente.

e L’Aquila, immobile, sta per entrare in un nuovo lungo inverno. Cicchetti risolverà pure questo tramite i suoi parenti nelle varie ditte edili?

Patrizio

L’Aquila è una città dove tutti….completa tu (descrizioni e link)

settembre 15, 2010 on 11:45 am | In Catastrofe, Informazione, L'Aquila Bella Me, Politica | 2 Commenti

L’Aquila è la città dove ormai tutti pretendono.

Qualche giorno fa è stato presentato, non senza polemiche, il masterplan per Piazza d’Armi.

Le polemiche sono riconducibili al fatto che il progetto non sia “post” terremoto, che il mercato è scoperto invece che coperto come il parcheggio, che non ci sia nè un mega teatro nè un palazzetto dello sport etc etc etc etc….

Tutti argomenti condivisibili più o meno, tuttavia si coglie la volontà di restituire alla città un luogo pubblico di aggregazione differente dai centri commerciali.

Il piano tra l’altro non è definitivo e quindi si spera che ulteriori affinamenti siano possibili. Buona notizia è che i fondi, tra donazioni, legge Mancia (dal PD, perchè dal Pdl e Lega solo parole), risarcimenti della Protezione civile, sono quasi completi. Si ricorrerrà al project financing per il parcheggio (personalmente non piace per niente) e forse qualche area ristoro.

Subito però Celso Cioni, si prodigava a chiedere la stessa area come zona commerciale. Pur essendo classificata come area verde pubblico. Negando che si andrebbe a cementificarla.

Chiudeva con un laconico e quasi piagnucoloso “Tutto questo chiediamo. Speriamo non sia troppo. Per nessuno.” .
Sì è troppo. troppissimo. Abbiamo bisogno di uno spazio dove poter passeggiare senza trovarci dei militari armati davanti, senza aver paura che ci cada una tegola in testa, dove poter fare una corsetta rilassante o fare giocare i ragazzini. Abbiamo bisogno di un punto di aggregazione che nessuna delle partite ive iscritte alla Confcommercio possono darci.

Le strutture sportive, campi e palestre sono ridotte al minimo. Non è possibile che si esca da uno scatolone MUSP (Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio) e si vada all’Aquilone. Ma che generazione cresciamo così?????

L’Aquila è una città dove tutti (o meglio tanti) pensano egoisticamente al proprio orto.

La partecipazione e l’interesse per la sorte della città sta lentamente scemando, un po’ in modo comprensibilmente fisiologico, un po’ man mano che si rientra nelle case B e C.
Sto a casa, il resto…sì è importante, ma tutto sommato io sto a casa mia.
Protezione Civile sì, Protezione Civile no, Bertolaso onorario, Bertolaso Bertoladro.

Gli eventi più riusciti sono stati ovviamente quelli che hanno coinvolto più gente, e in primis la questione tasse.

L’Aquila è una città dove tutti sono …..lunatici.

Carriole sì, carriole no.
Il movimento delle carriole, nato come protesta, ha dato un impulso enorme alla presa di coscienza e coraggio di tanti. E’ stato abile a trasformarsi in un’assemblea democratica.
Commovente all’inizio nel vedere un baluardo di democrazia partecipativa attorniata da camionette di vigili del fuoco e militari.

Man mano però si è consumato non riuscendo a fare il salto di qualità propositivo, quello che il tavolo tasse aveva fatto intravvedere.
Stanchezza, scelte personali, invidie, malumori, scambi di accuse con il 3e32, operazioni poco trasparenti e interessi dei singoli hanno portato allo smontaggio del tendone a piazza Duomo, simbolo dell’assemblea.
Le persone dietro non sono sparite ovviamente, occorrerà riorganizzarsi, prendere atto di quello che è successo, tirare una riga sopra e concentrarsi su come tutelare il territorio.

L’Aquila è una città dove tutti sono esperti
Si sono scoperti tutti economisti, tutti ingegneri edili, tutti architetti e in particolare tutti sismologi.

L’aquila è una città dove tutti vogliono governare o meglio comandare.

Il sindaco Cialente si lamenta e minaccia dimissioni, le destre invocano la sua testa, la giunta è allo sbando ma per ora regge ancora.
La Pezzopane minaccia mobilitazione per ricevere i soldi di un’autonoma sistemazione in perenne ritardo di svariate mensilità.
Con il paradosso che da Gennaio i cittadini dovranno restituire tasse (da debitori) mentre aspettano soldi (da creditori) dallo stato.
Chiodi è commissario di una ricostruzione che non esiste. Chiodi è incommentabile…parla una volta da politico di governo, un’altra da presidente di Regione, un’altra da commissario. Nella demagogia generale non si capisce mai dove siano i colli di bottiglia che rallentano la pessima macchina burocratica.

Sia attende ora Cicchetti, l’uomo della provvidenza, ma solo perchè molto vicino a Chiesa, Opus Dei e Gianni Letta. A 69 anni suonati, svariati episodi di poca trasparenza , dopo aver dimostrato (e patteggiato) se non dolo, incompetenza durante la Perdonanza Aquilana 2002/2003 con un ammanco di 2 milioni di euro, dovrebbe coordinare una struttura complessa come la SGE.

Sembrano inutili le proteste locali sia di alcuni politici come Giovanni Lolli o Enrico Perilli, sia dei comitati cittadini che sono fermi nella posizione di pretendere non un commissario ma una legge organica che come per tutti i precedenti terremoti garantisca linee guida per la ricostruzione e soprattutto un flusso di denaro costante.

L’Aquila è una città dove tutti devono elomosinare.

La città infatti è ridotta a chiedere ripetutamente e con insistenza ciò che è stato promesso e ciò che è dovuto. Spesso senza ottenerlo.
Le imprese sono creditrici di milioni di euro, i cittadini del contributo CAS, i proprietari affittanti vedono il dovuto dopo mesi, gli alberghi protestano e minacciano di cacciare gli sfollati.

Chiodi ogni tanto cita esorbitanti cifre che avrebbe in cassa, ma sembrano intoccabili reliquie, profuse col contagocce.

L’Aquila è una città dove tutti sono sotto una spada di Damocle

Contributo o indennizzo, indennizzo o contribuito: in un solo termine è nascosto il futuro di una città.
Sta in un termine il poter affidarsi al libero mercato delle imprese edili per ricostruire la propria abitazione privata o dover affrontare una lunga faragginosa gara italiana o addirittura europea.
Favorendo i soliti colossi e le infiltrazioni mafiose.
Si attende con fiducia ma anche ansia, che le rassicurazioni diventino legge.

L’Aquila è una città dove tutti vorrebbero trasparenza e poter dire la propria
Le operazioni di Eni e Università, i 400mila euro assegnati a “La ciudad”, centrali elettriche aperte senza interpellare nessuno, il business dei puntellamenti costosissimi, rotonde, modifiche alla viabilità, costruzioni che sorgono dall’oggi al domani….solo per citarne alcune e il cittadino non sa nulla, e quando sa, non può dire mai la sua. Alla faccia di (ri)costruzione partecipata.

L’Aquila è una citta dove tutti vorrebbero lavorare
Si è subìto per mesi la presa in giro dell’istituzione della zona franca, mentre nel territorio si consumavano le peggiori vergogne di aziende che licenziavano con la scusa del terremoto, call center che assumevano con contratti socio-sanitari e non delle telecomunicazioni, cassaintegrati costretti a lavorare mentre sono pagati dall’Inps, lavoratori decurtati di paga e diritti pur di tenersi stretto il lavoro.
Un esercito di migliaia di disoccupati e cassaintegrati da poter conquistare l’Iraq.

L’Aquila è una città dove tutti aspettano giustizia
La giustizia che gridano i 308 morti, o gli appalti sospetti in profumo di conflitto di interessi e negligenze varie , in particolare per gli isolatori sismici con i convolgimenti di Bertolaso, Balducci e Calvi.

L’Aquila è una città dove tutti vorrebbero fare qualcosa, ma non sanno che fare.
I comitati propongono ma rimangono per lo più inascoltati…la Pezzopane con cantiereAQ non sembra dimostrare la tanto sbandierata partecipazione e trasparenza.
L’UDU propone modifiche al trasporto pubblico urbano in cui il sindaco Cialente, firma…a supporto di se stesso!

Da un lato prende lo sconforto e la voglia di mandare tutti a quel paese e scappare via.
Dall’altro c’è il forte cuore cocciuto e ruspante degli aquilani, che sono disposti a passare un’inverno rigido in una casa inagibile piuttosto che andare sulla costa o a Roma.

L’Aquila è una città dove tutti però hanno ancora una speranza, qualcuno più degli altri, ma nessuno in fin dei conti sta mollando.

Ogni tanto trapela qualche “bella” notizia come assegnazione dei fondi per gli edifici storici, eventualmente integrati dai fondi Arcus, ma ormai si è abituati a tanti annunci a cui non seguono i fatti, o lo fanno con una notevole differenza di tempo.

Perfettamente calzante la fine di Mal D’Aquila: “restare è difficile, andarsene è ancora più difficile.“.

L’Aquila è una città dove tutti vorrebbero rivedere i suoi splendori al più presto.

Patrizio
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