L’ipocrisia in pelliccetta del 6 Aprile

aprile 5, 2011 on 5:31 pm | In Catastrofe, Italia, L'Aquila Bella Me, Politica | Nessun Commento

Immagino la mole di post che gireranno oggi, e domani, riguardo L’Aquila.
Li sto buttando tutti.

Facebook si riempirà di status pieni del solito pateticume di molti (non tutti).
I più gettonati saranno “2 anni fa la mia vita cambiò
2 anni fa, i 22 secondi più lunghi della mia vita
angeli guardateci da lassù” e così via.

Che dire, è tutto vero, tutto.
Ma è così insopportabile “il torneremo a volare”. Ma quando cazzo mai ha volato L’Aquila? Con questi dirigenti? E con questi aquilani pronti a rifarsi a truscia le mattonelle del bagno?

2 anni di prese per il culo. Soldi ci sono, poi no, poi sì, poi boh. Zona franca arriva domani, anzi no tra un mese, tra 6 mesi, tasse sì, no, 60 mesi, 120 mesi decurtazioni.
Numeri, parole, sigle e acronimi.
L’aquilano è stato letteralmente sommerso e rincoglionito tra ordinanze e decreti, comma e cavilli da rimanere inebetito e dire, chi prima e chi dopo, “ma fate come cazzo vi pare”.

Gli ingegneri sono i Don Abbondio dell’Aquila. Parlano per ordinanze sapendo che il 99% degli aquilani non le conosce. “ci spetta il contributo di 400 euro per opcm 3869 sulle superfici definite dall’opcm 3857 e i sottoscala dell’opcm 3863.” (ovvero: non bastano i soldi, cacciali tu).
E se beccano per sbaglio quel cretino che ha investito 2 settimane a studiarsi tutti i decreti ed ordinanza si barricano dietro “aspettiamo un altro po’ che ora ne esce un’altra”.
A furia di aspettare le case rimaste in piedi, cadono. chiedere a Paganica.

L’unico che non ci ha preso per il culo è stato il terremoto che dopo 4 mesi di annunci “mo arrivo”, “sto arrivando”, “eccome” ha bussato forte e noi eravamo in pigiama ad accoglierlo.
Qualcuno anche con un bicchiere di buon Montepulciano come qualche genio del cazzo aveva consigliato di fare. Ovviamente oggi ancora al suo posto.

Si è visto, sentito e letto di tutto in questi 2 anni. Per questo oggi non sopporto nessuna frase di proclamata retorica.
Le istituzioni nazionali si ricordano oggi che c’è stato un terremoto. mavà.

La differenza tra quest’anno e l’anno scorso è abissale.
L’anno scorso tutti con gli occhi chiusi dal dolore ma speranzosi.
Quest’anno non c’è più manco la speranza, ma più che altro consapevolezza del nulla.

Ditemi: ma qualcuno crede ancora che verrà mai ricostruita questa città?
E chi lo farà? Chiodi? O Cialente? O D’Ercole?

Sono rimasti tutti al loro posto, nonostante le carenze iniziate prima del sisma, trascinatesi durante e che già sappiamo si protrarranno viste le promesse (o meglio minacce proferite).

Un teatrino così grande che ha coinvolto anche i cosiddetti cittadini attivi, così attivi che alcuni di loro stanno facendo di tutto per salire, appunto sul palco (una volta si diceva il carro dei vincitori, ma qua ci sono solo vinti).

E’ così che quei pochi ragazzi che fanno un’azione che definirei “romantica” nei confronti di una città martoriata vengono denunciati e definiti sovversivi di sinistra. e sì, sono loro il problema a L’Aquila.

Simbolo di quanto è ridicola L’Aquila (o meglio chi la governa) oggi è via Strinella: fa quasi tenerezza raccontare dei poveri vigili appostati come cecchini per fregarti una multarella da 30 euro, quando nel resto della città vige l’anarchia pura (basta farsi in giro in auto o osare chiedere uno scontrino).

Così come fa ridere “l’operazione trasparenza” di Chiodi che pubblica in pompa magna 551,13 euro di rimborsi spese (e che cos’è? un pasto?) a Fontana quando in realtà in questa città sottobanco spariscono centinaia di milioni e altrettanti sono spartiti per i più vili/inutili scopi (qualcuno sa quanto si è speso per il G8? O per il piano C.A.S.E? NESSUNO).

Ecco questa è l’aquiletta di oggi: pagliuzze in vetrina, travi…immaginate dove.

Totali assistiti al 5 Aprile: circa 38mila persone.

Tutto il resto non conta.
Sarebbe bello avere un minimo di rispetto per i 309 morti, e non usarli come una scusa per una bella scampagnata tutti incravattati o con le fasce tricolore.

O stasera, tutti belli con la pelliccia nuova, come la domenica a messa.

Talmente disgustato e pessimista da dire che questo intervento non vale un cazzo.

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Patrizio

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