Perchè l’accisa sulla benzina è una pessima idea: motivazioni economico-sociali

luglio 22, 2010 on 10:57 am | In Informazione, L'Aquila Bella Me, Politica | Nessun Commento

Soldi cercasi disperatamente.

Al di là degli annunci a reti unificate riguardanti i fondi per la ricostruzione aquilana, tutti oggi, con la realtà davanti agli occhi, hanno dovuto ammettere che i nichelini promessi non sono stati effettivamente trasferiti….cash per capirci.

Ricostruzione leggera in pesante ritardo.
Ricostruzione pesante completamente ferma.
Ricostruzione del centro storico neanche lontanamente programmata.
40000 sfollati. 4000 persone ancora in alberghi…quegli alberghi tenuti aperti anche d’inverno che hanno fatto affari stratosferici e che oggi minacciano di buttare fuori i terremotati da un giorno all’altro.

Vita sociale azzerata. Vita sportiva, di più.

Detto questo, si cerca un modo integrativo al Win for Life per finanziare con un flusso di cassa costante il ripristino dell’Aquila.

La cecità della politica e dell’amministrazione continua a sperperare denaro pubblico.
Quanto sarebbe costrato fare MAP/CASE per i 4000 ancora in albergo? La regione deve circa 70 milioni agli albergatori e con tale cifra avrebbe potuto dare un tetto a tutti. A L’Aquila, non in esilio.

Nei giorni scorsi è uscita la notizia di destinare a L’Aquila le entrate derivanti dalle attuali accise sul prezzo della benzina (guerra in abissinia, missione libano, vajont, terremoti).

Non posso credere che qualcuno abbia potuto proporre una tale sciocchezza.
Quelle accise sono ovviamente un contributo economico che lo stato di certo non usa per finanziare la guerra in Abissinia, ma per tutte le altre uscite! Sono ovvero copertura finanziaria per tutto tranne la guerra in africa.

Ora la proposta è stata riformulata precisando che non si tratta di una ridenominazione, ma di una accisa aggiuntiva di 5 centesimi sul prezzo della benzina.

Da notare che in realtà sulle accise si calcola anche il 20% di IVA, quindi sarebbero già 6 i cent di aumento.

Perchè ritengo sia completamente sbagliata come proposta?
Per tanti motivi.

1) Il costo finale del carburante è parte integrante del paniere ISTAT e sicuramente contribuirà a movimenti inflazionistici in senso lato. Infatti storicamente l’aumento dei carburanti è collegato agli aumenti dei costi di trasporto che si trasferiscono immediatamente su tutti i beni di consumo e in particolari su beni primari come gli alimentari.
In un momento di gravissima crisi (negata però dal governo), l’ultima cosa da fare è finire di affossare i consumi delle famiglie.

2) Oltre a motivi tecnico/economici la proposta è critica perchè dalle accise storicamente non si è mai tornati indietro. Ovvero il provvedimento da temporaneo diventa definitivo.

3) Infine, last but not least direbbero oltremanica, è socialmente ingiusta.
La benzina è un bene di consumo di cui tutti usufruiscono, dai i cassaintegrati Alitalia e Fiat a 800 euro al mese ai paperoni da 10 milioni all’anno. La correzione finanziaria 2010 per la quale il governo ha chiesto la fiducia non colpisce per nulla tali ceti.
L’accisa colpirebbe quindi ancora una volta chi meno ha in modo indiscriminato, anzi, incidendo percentualmente in modo maggiore.
Così come è successo con gli aumenti autostradali e i nuovi pedaggi sulle autostrade prima aperte.

E’ ora che questo governo faccia pagare qualcosa a chi è causa di questa crisi: banche, grandi compagnie, ricchi imprenditori. L’italia è il paese in cui il 90% della ricchezza è nelle mani del 10% della popolazione, squilibri tali non si trovano neanche in Africa o America Latina, non in un paese del G8.

Continuo a sostenere la causa della tassa di scopo, un contributo aggiuntivo, temporaneo, per i redditi oltre i 75mila euro annui. Tali redditi pagano un’aliquota del 43%. Aggiungere un contributo di solidarietà comporterebbe un flusso costante e consistente di denaro per L’Aquila ma non un rischio di non arrivare alla fine del mese o cambiare stile di vita per tali persone o bancarotta per le società interessate (di sicuro non le piccole aziendine a conduzione familiare).

Lo pagherebbero anche tutti i nostri politici, tanto solidali a parole.

Il problema è che con la politica comunicativa berlusconiana non si può citare la parola “tasse“.
E allora che la chiamino “donazione“, ma che facciano qualcosa e subito, l’ossigeno, qui ad alta quota, sta finendo, e Roma dista soli 100 km.

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Patrizio

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