AIA L’Aquila trionfa in Toscana!!!! (cronaca e pagelle)
giugno 3, 2010 on 1:38 pm | In Divertenti, Sport | Nessun CommentoIl 2 Giugno a Siena si è svolto il torneo Massimo Bertoni a cui la sezione AIA L’Aquila ha partecipato per la seconda volta consecutiva, dopo la splendida ospitalità post sisma del 2009.
Se l’anno scorso l’intento era svagarsi e sfogarsi in questa edizione L’Aquila si è presentata bellica e spregiudicata partendo con le seguenti parole del mister Stefano Massacesi: “Dopo tante chiacchiere ora è il tempo dei fatti e nel calcio vuol dire vincere!”
Le defezioni dell’ultimo momento di Achille e Piccirilli sono state ampiamente sopperite da una prova complessiva eccezionale di tutto l’organico.
Breve cronaca del torneo.
Girone A: Arezzo, Prato, Siena
Girone B: L’Aquila, Pistoia, Valdarno
L’Aquila inizia un po’ in sordina con un 1-1 contro Pistoia, vince 1-0 senza convincere contro Valdarno qualificandosi alle semifinali come seconda in virtù della differenza reti (Pistoia aveva battuto Valdarno 4-1).
Durante la pausa pranzo il cambio di modulo dà la svolta al torneo.
Siena viene battuta 1-0 con una prova magistrale della squadra, nel primo tempo per gioco e offensività, nel secondo per coriacea difesa seppur penalizzata dal vento contrario.
Il primo tempo della finale contro Prato è sicuramente il più sofferto con la squadra che sembra in ginocchio dal punto di vista fisico. Al goal pratese su rigore per un’ingenuità difensiva L’Aquila reagisce praticamente solo col cuore perchè le gambe erano andate: il forcing e il sacrificio di tutti portavano al meritatissimo pareggio 1-1 e a sfiorare il clamoroso vantaggio che non avrebbe avuto nulla di rubato.
La roulette dei rigori premia L’Aquila, questa volta brava e fortunata.
Campioni di Siena, Campioni di Toscana!!!!!!
La dirigenza aquilana commossa dall’incredibile successo offriva agli atleti e tutto lo staff la meritata cena!
e ora le mie pagelle personali
1. Centi Pizzutilli: Inizio disastroso con una papera ridicola, che poteva pregiudicare la qualificazione alla seconda fase, causata dall’abuso di alcool di ogni genere della sera precedente.
Dopo la cazziata del mister, le scuse alla squadra, e soprattutto aver smaltito, si esibisce in un paio di interventi tra i pali e fuori che salvano il risultato. Ai rigori ipnotizza due volte i pratesi, con un tiro fuori e uno parato. Voto 7.
2. De Rubeis: senza l’immancabile numero 7 rischia di giocare con la numero 0 (o senza numero). Volendo essere ricordato in terra toscana con un numero, ripiega su un inedito 2. La mitica “Ruspa” è però reduce da un infortunio e al piccolo trotto mostra limiti di condizione ma non di qualità, calamitando un numero non calcolabile di palloni. Come sempre egoista dalla tre quarti in su, realizza il primo goal aquilano su rigore. Un bullone della benna si svita ed è costretto ad accasciarsi a terra per crampi in finale, lasciando il punto di riferimento in campo, ma diventandolo sulla fascia destra a spronare Battistelli, in barba ad ogni regolamento. Voto 7.5
3. Cassisa: il capitano porta la sua esperienza in campo svolgendo il suo compito fino alla finale dove per un incredibile e ingenuo blackout provoca il rigore, fallo necessario a causa di un mancato disimpegno. Tale errore costa lo svantaggio e la sua immediata sostituzione. Ad maiora. Voto 5.5
4. Ferrazza: insicuro, a sua detta, ma nessuno se ne accorge!!! Un centrale di una precisione certosina che non leva mai il piede e blocca un’infinità di palle pericolose. Onesto quando preferisce la panchina al ruolo di terzino in cui si sente inadeguato. Voto 7.5
5. Pasqua: Si presenta al torneo con la discrezione tipica di chi la sa lunga, ma facendosi sentire sui parastinchi avversari quando serve e con gli strilli ai compagni di difesa nelle poche defezioni. Un muro. Da capitano, ammonito, preferisce non giocare il secondo tempo contro Siena, con la squadra in sofferenza, pur di non saltare la finale: un voto in meno per questo. Voto 8.
6. Dionisi: da senatore viene subito confinato in panchina per motivi disciplinari in quanto non si ricordava nemmeno come la sera prima fosse capitato nel suo letto vestito. Messa da parte la polemica e smaltiti i bagordi dimostra di essere un muro invalicabile, ma un muro che corre!
Quattro – cinque progressioni poderose fermavano gli avversarsi nella prima fase del torneo, mentre abbandonava il campo infortunato per i tanti sforzi in finale, ben rimpiazzato da Ferrazza. Voto 9.
7. Battistelli: un vero peccato perchè non ha nulla da invidiare a nessuno per qualità e potenza fisica. Eppure lo vedi là, sulla fascia destra, sornione, svogliato, molto egoista in interminabili dribbling. Fortunatamente il campo non presentava pozzanghere altrimenti non avrebbe giocato!!! detto questo si fa notare nel cross-assist che regala la vittoria contro Valdarno e per aver tenuto alta la squadra portando costantemente via un difensore. Pecca d’impegno. Voto 7.
8. Del Re: nome omen. Una prestazione superlativa per qualità e quantità suggellata da un goal stupendo e in un momento fondamentale contro Siena. Qualunque altra parola sarebbe limitativa per questo eccezionale metronomo. Voto 9.5
9. Lattanzi: la forma mostrata nei tornei passati è un po lontana e forse poteva essere gestito meglio dal mister che lo stremava nelle partite di girone. Entra in finale a dare il suo apporto, e lo fa, mai tirando indietro il piede e facendosi notare per il passaggio determinante per il pareggio. Voto 6.5
10. Di Vito: arrivato al torneo senza mai aver partecipato ad alcuna partita con la squadra, “lo zingaro” mostra classe e visione di gioco, ma un fiato un po’ corto. Lotta, marca, passa, recupera palloni, con Del Re perfeziona l’intesa di minuto in minuto, in finale sfoggia una grinta e un fiato che non ti aspetti. Voto 8.5
11. Bassi: (per ovvi motivi vengono riportate le dichiarazioni di altri, mister in primis) Entra in campo con gli strascichi di polemica col mister, che però ripaga con una prestazione di grande quantità a servizio della squadra, in particolare in semifinale col Siena. Trova il goal qualificazione e tranquillità contro Valdarno. Fallisce miseramente un rigore, fortunamente non decisivo. Voto 8.
13. Sangregorio: fa il Balotelli del gruppo quando viene escluso dalla prima gara, risentendo della rivalità con Bassi. Un po’ troppo lezioso e alla ricerca del tocco così come un po’ indeciso nei contrasti, ripaga della fiducia in finale con il goal dell’1-1 quando ormai le speranze stavano affievolendosi. Voto 7.
14. Avellani: Gabriele come ogni trasferta che si presenti non rinuncia a farsi notare per i suoi cambi di programma. E così, mentre gli altri facevano ritorno con la coppa a L’Aquila, lui preferiva andare….a Trento.
Buono il senso della posizione, apparso completamente fuori forma e svogliato. Salta la finale per infortunio. Voto 6.5
15. Di Nicola: incitato dagli urli “Juààààà” sfodera sulla fascia una prestazione molto solida e robusta seppur utilizzato col contagocce. Voto 6.5
16. Di Giorgio: usato pochissimo, si mette in mostra seminando il panico (nella panchina aquilana!!!) sulla fascia destra. Voto 5.
17. Marinenza: polemico sin alla partenza fin dopo il trionfo con il mister dà il suo contributo nei rari momenti in cui viene chiamato in causa. Verrà ricordato per le sue esternazioni, in particolare in finale “quannu cazzu jelo ici, è mezz’ora che ju tenii fa scallà” dopo l’infortunio a Ruspa. Voto 6.5
18. Del Pinto: a risultato acquisito entra in campo e con i suoi noti piedi a ferro da stiro prende la sufficienza per aver stoppato il pallone per ben tre volte. Un voto in più per l’attività dirigenzianale che gli consigliamo caldamente. Voto 7.
20. Di Girolamo: sornione, si esibisce in un paio di interventi con la flemma tipica di quando esci da 40 minuti di sauna. Lui è tranquillo ma non infonde la sicurezza che gli altri cercano in lui e il mister lo usa poco. Mezzo punto in più per la partenza titolare in finale al posto di Avellani con cui condividerà il voto finale. Voto 6.5
0 (senza numero). Rampini. Una prestazione che ricorda i migliori momenti passati nell’Amiternina. Corre, sgomita, recupera, lancia, rilancia, crossa, senza mai risparmiandosi e tenendo con chilurgica precisione la posizione. Il suo tiro di sinistro contro Prato finisce pochi cm a fianco dell’incrocio e sarebbe stato il sugello di una prestazione nel complesso eccezionale. Voto 9
Mister Massacesi: la sua panchina era più che traballante con Sfarra alla porta e un ultimo posto con la selezione regionale. Tale pressione è stata però benefica per il mister apparso prima guardingo e poi addirittura spregiudicato quando, ben consigliato, schierava ben tre punte in finale per rimontare lo svantaggio.
Il salto di qualità l’ha fatto quando ha rivoluzionato la squadra passando da suo classico 4-4-2 al 4-2-3-1 con centrocampo a rombo e una punta alla Milito di ispirazione Mourinhana.
Memorabili i suoi richiami a svegliarsi mentre discutibili alcune tattiche e suggerimenti “gioca come sai tu” o “quando il centrocampo avanza, avanzate, quando arretra arretrate” oppure “stai strettttttoooooooo” quando due minuti prima aveva chiesto di stare largo.
Ad ogni modo 1 Titulo stagionale per lui, e voto 9!
Si ringraziano anche:
a) Sfarra. un signore. Nonostante non avesse la panchina si è adoperato per aiutare il mister e partecipe di una bellissima intervista doppia con lo stesso. Discutibile il suo alzare la voce contro la squadra per un coro con la coppa in mano, se lo poteva risparmiare!
b) la dirigenza (Cortesi, Mauceri, Di Cesare, Carbone) per aver seguito, motivato e pagato i pasti!
c) le tre (Bianco, Lenza, Rosciano) non precisate fotografe e/o massaggiatrici, con nota particolare per la violenta diatriba Rosciano-Massacesi in tema di alcool e il massaggio lesbo pre-finale Bianco-Lenza.
d) i magazzinieri Perfetto e Mancinella
e) Saluppo per aver tentato di stordire la squadra con cocktails dal tasso alcolico più disparato
f) ….e, non chiara la sua posizione e ruolo, l’associato Cardarelli che portava in salvo l’antico vaso.
La squadra e lo staff si scusano con gli altri associati e i supporter accorsi in massa al rientro notturno al piazzale Italtel, in particolare con chi non è riuscito ad ottenere gli ambiti autografi e fotografie: l’ora era tarda e all’indomani si doveva lavorare/studiare.
L’appuntamento con la coppa è per venerdì 4 a Villa Feronia!
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