Giro d’Italia 2010: pagelle a modo mio.

maggio 30, 2010 on 5:11 pm | In Italia, Sport | Nessun Commento

Evans: Forse la più grande delusione, essendo partito da favorito e arrivato neanche sul podio. Non si capisce se la più grande limitazione sia la gamba o la testa. Ha corso un giro in modo opinabile, perdendo minuti e guadagnando secondi. La crono scalata faceva auspicare ad una battaglia più serrata. Svalicati i 30 anni da un pezzo, eterno piazzato, consiglierei di dedicarsi a gare più corte e in linea dove la sua sparata può fare ancora la differenza. Voto 5,5, 0.5 in più per la vittoria di tappa e la scusante di una squadra inesistente.

Vinokourov: grande atteso, grande delusione. La maglia rosa sembra essergli capitata quasi per caso. Ha denotato un calo fisico nel momento clou e sopratutto scelte tattiche rivelatesi assurde che hanno spalancato la porta a Basso. L’impressione è che senza “la barretta di integratori” sia arrivato. Voto 4.5, mezzo voto in più per la maglia rosa e per il bel gesto a mimare la salita al povero Arroyo 🙂 .

Gadret: non male sulle montagne. Voto 6.5 .

Simoni: battuta: sembra aver voluto fare un ulteriore Giro solo per l’ingaggio! Sappiamo che non è così, perché comunque è stato un combattente anche se molto altalenante. Con la sua esperienza però non avrebbe dovuto presentarsi in condizioni a dir poco ridicole. Si lascia andare a romantiche dichiarazioni sullo Zoncolan, dove invece delle parole sarebbero stati necessari i suoi scatti. Ogni giorno sembrava mettere una crocetta sul calendario, prima della fine, stile carcerato in quella tutina da ciclista che gli stava stretta da un pezzo. Dispiace, sarebbe stato meglio chiudere con più rispetto per se stesso. Voto 4, uno in più per l’età.

Cunego: gli consiglio vivamente di seguire la strada del suo “mentore” Simoni. Un fantasma di se stesso da anni. Non si capisce come possa ancora avere i favori della critica e l’onor di cronaca. Dal 2004. Quando ha visto che per l’ennesima volta non poteva giocarsi la maglia rosa, aveva l’obbligo di provare una fuga o comunque un’azione incisiva per una tappa. Voto 2, per la rabbia e delusione che ogni anno ci regala.

Petacchi: Sembra agli scoccioli. Completa la delusione Lampre. Voto 3.

Pozzato: qualche fuga e una vittoria di tappa, il suo obiettivo. Voto 7.

Wiggins: non pervenuto e delusione nell’ultima cronometro. Venuto al Giro per preparare il Tour, ci si aspettava un piazzamento finale decente e una condizione in crescita nell’ultima settimana. Vedremo al tour, ma prendere 2 ore non è bello. voto 4.

Garzelli: l’ultimo rimasto della generazione “pantanesca” nel piglio e nei movimenti e azioni. Indescrivibile cronoscalata, neanche ai tempi migliori ci si sarebbe aspettato un simile exploit. Ci riprova partendo da solo e da lontano, ben sapendo che in altre condizioni non avrebbe avuto le chance, ma alla ricerca dell’impresa. Fallisce, ma va benissimo così. E’ come se avesse vinto il giro. Forse al suo ultimo giro, peccato. Voto 8,5

Karpetz: giro disastroso la cui foto è stata il lungo all’ultima curva della crono. voto 4.

Sastre: lotta, sgomita, ci vorrebbe provare, ma a dispetto della sua tradizione di una terza settimana in crescendo, mostra limiti da gamba. All’anagrafe non si mente, ma molto meglio di altri. Voto 5,5 per la fuga bidone

Kiserlovski: capita nella stalla con due galli Liquigas, eppure entra in top ten. Mai agli onori di cronaca, ma eccellente risultato. Voto 7.5 mezzo punto in più per l’età verde e il gregariato svolto.

Pinotti: le sue ambizioni si spengono lentamente, pedalata dopo pedalata. Tuttavia per un pistarolo non è male, ha tenuto botta anche in montagna. Peccato per i due secondi di Verona. Voto 6.5 .

Scarponi: le ambizioni erano quelle di un salto di qualità e la lotta per la vittoria in un giro con pochi galletti. La tappa è un ottimo riconoscimento. Alcune tattiche un po’ discutibili ma l’impressione è che abbia fatto il massimo e raggiunto il suo limite, non me ne voglia. Sarebbe piaciuta un po’ più di partecipazione quando in fuga, mentre è stato sempre a ruota. Bravo nella cronometro, anche se non sufficiente per il podio. Voto 7.

Porte: maglia rosa nella fuga bidone, e top ten bastano per un voto sopra la media. Miglior giovane, il suo giro non poteva andare meglio. Voto 7.5, mezzo punto in più 0.5 per la maglia rosa

Petrov: buon giro per il ragazzo. Voto 6+.

Arroyo: a differenza di Porte, capitato per caso, anche senza la fuga di L’Aquila sarebbe entrato nei primi 10, probabilmente primi 5. Dà l’anima e anche di più, correndo contro tutti forse un po’ alla rinfusa. Per poco sul Mortirolo gli riusciva l’impresa in discesa, dopo una salita stra intelligente. Gli manca l’ultimo salto di qualità per essere considerato un big. Voto 8.5 .

Nibali: partito come gregario dichiarato, man mano, tra maglia rosa, tappe trascorse e complimenti di stampa e critica assume la consapevolezza dei suoi mezzi. Un bel esempio di corridore “nuova generazione” che non eccelle in salita nè in crono nè come passista, ma fa tutto molto bene. Bellissimo il numero in discesa che gli ha regalato la tappa, con più fortuna e meno Evans forse avrebbe potuto cambiare il Giro. L’impressione è che fosse sempre pronto ad afferrare l’occasione di una eventuale debacle di Basso per prendere il titolo di capitano, ma gli è mancato qualcosa in salita. L’età è perfetto incrocio tra esperienza e stato di forma. Noi ci crediamo. Peccato che probabilmente salterà il Tour. Nel 2011 potrà essere protagonista. Voto 8,5.

Basso: vince meritatamente un giro che lo vedeva tra i favoriti sì, ma con gli interrogativi relativi al suo “rientro” dopo un 2009 di soli piazzamenti. Corre le prime tappe in sordina, mostra una gran paura degli avversari più blasonati nella tappa dell’Aquila dove da capitano della formazione più forte doveva assumersi il compito di limitare i danni. Il tipico Sastre, in forma nell’ultima settimana, avrebbe vinto il giro al posto suo per colpa di questa immensa leggerezza. In montagna sale come un monomarcia: costante come un treno, mai sprintoso. Più che un limite tecnico una scelta fatta nei tour alle ruote di Armstrong.
Un paracarro in discesa dove per tre volte si salva per grazia ricevuta, prima con Evans, poi con Nibali e infine con la squadra schierata come i picciotti di Don Rodrigo.
Lacuna sempre avuta, ma che sembra addirittura accentuata adesso. Ad un altro Giro, o un Tour, questo non sarebbe stato perdonato.
La buona notizia è sicuramente il ritrovare una forma da 2006, nonostante il sangue sia sempre lo stesso e non quello delle sacchette etichettate Birillo (speriamo!!….e, bada bene, ad ogni modo non dimentichiamo….).
Voto 8,5 alla pari di Nibali, al quale ha ricambiato i favori con lo sprint su Scarponi, perchè, L’Aquila a parte, è stato perfetto, sempre al limite, mai oltre, mai di meno.

gli altri mi sono stati abbastanza indifferenti….anche se Mollema è giovane e non mi pare male.

Giro: percorso davvero bellissimo e ben armonico. Avrei gradito arrivo in vetta al Mortirolo senza la discesa che ha influito sicuramente sulla tattica di alcuni corridori, Basso su tutti, che non è andato a tutta per non staccare i compagni di fuga. Motivi commerciali a parte, inorridisco per le partenze estere, in particolare da paesi lontanissimi come l’Olanda. Ma in tempi di crisi….
Finale a Verona davvero bello, sia per la crono che poteva teoricamente assegnare anche il titolo a differenza della classica passerella milanese, sia per l’ambientazione e il bagno di folla.
Tecnicamente il livello dei concorrenti è stato decisamente basso, con nomi blasonati che nonostante performance davvero non all’altezza, sono entrati nella top ten.
Pochi picchi emozionanti da farti saltare dal divano, come succedeva per uno scatto bruciante del Pirata, o una curva in derapata di Savoldelli, ma una tensione emotiva tipica di una lunga cronometro nelle tappe montane, con un occhio a chi si staccava e uno al timer per i distacchi. Nella, lasciatemelo passare, mediocrità, ha esaltato il duo Liquigas, che ci auguriamo di rivedere insieme al Tour, senza errori di tattica e con una maggiore convinzione.
Il Contador conosciuto negli ultimi anni, avrebbe stravinto correndo l’ultima cronometro con una sigaretta in bocca per il vantaggio accumulato.
Voto 7.

Patrizio

Sfido chiunque ad affermare il contrario: ok, sono chiunque

maggio 20, 2010 on 6:45 pm | In Informazione, Italia, Politica | Nessun Commento

In politica penso di avere portato una nuova visione morale, che non è solo quella di non rubare per sé o per il partito, ci mancherebbe, ma è soprattutto quella di mantenere la parola data agli elettori realizzando gli impegni assunti con il programma elettorale. Su questo – rivendica il presidente del Consiglio – nessuno può darmi lezioni. E sfido chiunque ad affermare il contrario

Silvio Berlusconi da Vespa

Dopo aver iniziato a ridere soprattutto per la questione morale (Villa Certosa, Noemi, Mills, Saccà già in archivio? e ancora G8, Appaltopoli?) ho cercato di fare un punto della situazione….senza essere riuscito a capire da dove cominciare per le promesse mancate.

Vediamo…..
1) il milione di posti di lavoro …ma intendeva persi?

2) pressione fiscale sotto 40% ….veramente siamo ai massimi storici perchè ovviamente vanno considerate tutte le addizionali locali

3) l’abolizione delle province… mi pare siano tutte ancora al loro posto

4) le grandi opere mai realizzate ….e mai lo saranno, fa comodo tenere cantieri perennemente aperti

5) aumento delle pensioni …..ma quando mai? di sicuro non quella di mia nonna.

6) miglioramento delle tutele dei lavoratori …..infatti vogliono modificare l’art. 18 riducendo i diritti e le protezioni, riducendo il tutto ad un mero arbitrato e una piccola marchetta economica.

7) protezione del made in Italy ….attuato solo nella categoria “mafia”

8 ) modernizzare la scuola…..che ha tagli mortificanti tali da bloccare le attività come tempo pieno e corsi di recupero. Aumento dei contributi alle scuole private invece.

9) migliorare la sanità……ovvero chiudere svariati ospedali e accorpare le ASL nell’ottica del risparmio con il relativo peggioramento del servizio offerto

10) sostegno alla cultura….. numerosi teatri rimasti senza contributi (che però i cinepanettoni ricevono, evidentemente è questa la cultura che va sostenuta)

11) sostegno del patrimonio artistico….. abbiamo visto con i recenti crolli di Roma a Colosseo e Domus Aurea la cura dei nostri monumenti

12) riforme della giustizia…..ad uso e consumo di corrotti e corruttori, vedi Mills, lodo Alfano 1,2,3, legge bavaglio sulle intercettazioni….

13) aumento infrastrutture TLC …..800 milioni per la banda larga che vengono annunciati ogni 2 mesi ma da 2 anni non vengono allocati a progetti reali

e per finire UNA CASA PER TUTTI [questa non si commenta….poi qui a L’Aquila ancora meno]!

guardate l’ultimo programma del 2008 e giudicate voi stessi i risultati.

Durante la (non) attuazione del programma il governo è passato dal negare la crisi (“da noi non c’è, stiamo molto meglio degli altri” – per quale motivo non si sa – ), passando poi per l’annuncio che la crisi è terminata (come fa a terminare una cosa che prima non c’era?), per poi preparare una stangata da 27 miliardi di euro fatta di soli tagli senza interventi strutturali.

Ah scusate, non si chiama stangata ma manovra.

Questo è il governo del fare. schifo.

Patrizio

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