L’importanza delle parole (a.k.a. comunicazioni governative del terzo millennio)

aprile 8, 2010 on 5:32 pm | In Informazione, Politica | Nessun Commento

Il buon Alessandro Manzoni aveva dipinto in don Abbondio l’esempio del politichese dei nostri giorni.

La comunicazione del terzo millennio passa per quel dettaglio che permette di raggirarti o stravolgere una frase, un provvedimento, una legge, oppure di mascherare il suo intento.

Il sempre più controverso CIP6 ad esempio è il contributo che paghiamo ad ogni bolletta elettrica per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e “assimilate“. Assimilate. Ovvero carbone e inceneritori che tanto rinnovabili non sono.

Anzi no, non si parla più di inceneritori, ma di TERMOVALORIZZATORI. Valorizzatori, ovvero che crea valore….una parola col senso così tranquillizzante, così di efficienza, di modernità che invece nasconde un processo cancerogeno e addirittura non vantaggioso dal punto di vista economico e nè fisico/energetico.

Ormai non si parla più di condono, ma di SCUDO FISCALE. Scudo… una parola che trasmette protezione al cittadino no?
– “ho la tosse”
– “tranquillo ora ti dò un cucchiaio di scudo fiscale”.

– “piove”
– “apri lo scudo fiscale”

– “ho fatto un incidente, per fortuna non mi sono fatto nulla, è scattato lo scudo fiscale”

Invece no, è uno strumento vergognoso che garantisce l’anonimato a ladri, delinquenti e truffatori, gente che ha evaso il fisco italiano e che pagando una marchetta del 5% torna legale.

Notizia di ieri quella della legge sul “legittimo impedimento“. Ovvero una norma vergognosa che permette a pochi (in realtà scritta per uno solo, ma per vincoli di costituzionalità estesa a tutti i ministri) di evitare i procedimenti giudiziari con la scusante di essere impegnati al governo, con lo scopo di allungare i processi, far scattare la prescrizione, prender tempo per scrivere leggi ad hoc.

Il nome, legittimo, è già di per sè fuorviante.
Se è legittimo, direte, è legittimo. A mo’ di figlio legittimo no?
E’ legittimo. E’ impedito in modo legittimo. Basta, di che si discute?

Chi stabilisce la legittimità è l’accusato in prima persona. Non c’è altro da aggiungere a questa autoproclamazione.

E per finire una parola di cui tutti i politici post elezioni si riempiono la bocca.
RIFORMA.
Il TG1 ci martella riforme riforme riforme riforme riforme riforme .

“La gente ci chiede le riforme a gran voce” echeggia Buonaiuti.
Eh sì, ho visto infatti la gente scendere in piazza, non per la legalità o perchè non arriva a fine mese, ma per le riforme!
Ma che poi, che cosa sarebbero queste riforme?

Riforma è la parola che nasconde fregatura, un modo becero per mentire, una pillola colorata e ammiccante con dentro olio di ricino.

Vediamo le riforme proposte:

Riforma della giustizia: assoggettare il potere giudiziario al governo e la sua azione legislativa, contravvenendo a uno dei principi fondamentali dello stato di diritto: la separazione dei poteri.

Riforma federalista: di cui se ne parla da decenni e non si capisce bene cosa si voglia federalizzare dopo l’abolizione (per tutti, anche i miliardari, perchè Prodi l’aveva già abolita per i meno abbienti) della tassa più federalista di tutte, l’ICI. Il capriccio della Lega per liberarsi da Roma Ladrona, con cui tiene sotto scacco Berlusconi.

Riforma fiscale: riduzione delle aliquote più alte (ovvero tasse sui redditi più alti) tramite l’introduzione di altre tasse a tappeto, o l’aumento di quella sui beni a consumo (IVA, anche se su questa ipotesi se ne può discutere).

Riforma pensionistica: semplice e banale allungamento dell’età pensionabile e anni di contribuzione. Abbattimento della percentuale di pensione sull’importo degli stipendi.

Riforma costituzionale: repubblica presidenziale e altre misure per accentrare il potere nelle mani di un singolo individuo.

Riforma del lavoro: modifiche all’art. 18 sui diritti dei lavoratori, già quasi annientati dalla cosiddetta riforma Biagi.

queste sono le riforme che chiede la gente?
Riforma….con quel retrogusto così progressista…

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Patrizio

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