Sciopero dei bloggers e la mia critica a Filippo Facci

luglio 8, 2009 on 10:43 am | In Informazione, Italia, Politica | Nessun Commento

Ho appena finito a leggere l’articolo di Filippo Facci sul Giornale.

Devo dire che sono rimasto abbastanza esterrefatto, l’ennesima volta, da affermazioni così qualunquiste e generiche da far rabbrividire.

La scuola del giornalismo non credo insegni a dire che se “un rumeno ruba tutti rubino”, o che se un blogger diffama tutti diffamano.

Questo è quello che afferma Facci.

Per lui la comunità di blogger è fatta da “ragazzini o ragazzini di testa”.

Un calderone spaventoso. Ha idea Facci di cosa sta parlando?

Dai ragazzini 15 enni brufolosi che raccontano della fidanzatina appena trovata, ai blog tecnici, ai blog che ormai tutte le grandi compagnie (Google, Microsoft per citare nomi che anche Facci avrà sentito dire) hanno, ai blog di protesta come Grillo, ai blog di informazione come quello di Travaglio, a quelli politici di Di Pietro, a quelli come questo che trattano tutto e di più.

Facci invece preferisce mettere tutti insieme. In modo che, quell’unico blog anonimo o veramente fuorilegge vada a infangare il lavoro di milioni di persone in Italia, Europa, nel mondo intero.

Per Facci l’informazione del 2009 è ancora la vecchia televisione di Lucignolo e TG4, il suo “il Giornale” e i dispacci del regime.

La legge Alfano sulle intercettazioni, già redarguita da Napolitano, inserisce norme che nulla hanno a che vedere con le intercettazioni telefoniche, ma vanno a limitare la libertà insita nel web mettendo il bavaglio all’unico strumento che perfino i cinesi non riescono a censurare.

Cercando di applicare regole che necessariamente non si posso applicare in quanto il media è totalmente diverso. E’ un media in cui tutti hanno, dal punto di vista tecnico, modo di scrivere, a differenza di carta stampata e tv.

Facci non dice questo. Dice che una massa di ragazzini sciopereranno il 14 Luglio e a nessuno fregherà nulla.

Mancando di rispetto a tanti professionisti che sul blog ci lavorano seriamente.

Facci sa bene che esiste il reato di diffamazione e che chiunque è sempre responsabile delle sue affermazioni, a prescindere dove le scriva, se su un blog, su un giornale, o su un volantino in piazza.

E poi si perde in un discorso personale (che proprio non c’entra nulla) onde per cui su Wikipedia sarebbe screditato, ma lui, povero martire, non denuncia nessuno. Usando, cito le sue parole: “un certo vittimismo di categoria stile mi-straccio-le-vesti, roba insomma da giornalisti”.

Ecco lui è giornalista con la G maiuscola.

E si nasconde dietro la solita ombra “hacker”: non si può rintracciare il blogger.
Ma come, ti sei lamentato di blogger che usano server nel Wisconsin, vorrà dire che sono rintracciabili no?
Su Wikipedia si rintraccia, si modifica, si fa tutto.

E poi lo sciopero non è certo promosso dalla Rete Anonima, ma da firmatari con nome e cognome.
Tra i tanti anche giornalisti con la G maiuscola.

Sai che penso, Facci?
Che dipingere il Web come una massoneria di anarchici eversivi è solo un pretesto per mettere una fetta di prosciutto davanti gli occhi di tutti. Preoccupiamoci della rete che non vedi, ad esempio la P2, massonica davvero, che è ancora in giro e i cui componenti li abbiamo nel governo.

Anche questo Facci sa. Ma non lo dice.
Non sono state spiegate le vere ragioni dello sciopero, nè i veri partecipanti.

Peccato, è l’ennesima occasione persa, l’ennesimo articolo qualunquista.

Il 14 Giugno è stato proclamato sciopero. Che si approvi o no, si rispetti, siamo ancora in democrazia.
Ma forse è questo il problema.

Patrizio

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